Mi trasferisco
Beh? dopo appena due giorni mi sono stancato?
No, ma qui è troppo poco social… vado su wordpress direttamente!
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Caro Odifreddi,
la ringrazio intanto per la risposta.
Sono a conoscenza del fatto che il documento riguardi le cause del tribunale ecclesiastico. Proprio per questo credo non sia pertinente rispetto alle responsabilità della Chiesa, ma anzi rischi di creare confusione. Infatti il Crimen disciplina le procedure e le competenze del tribunale ecclesiastico riguardo, appunto, agli abusi sollicitationis, cioè quelli per i quali i preti usano l’atto della confessione per avere/imporre rapporti sessuali con i penitenti. Essendo una disposizione interna e di diritto canonico è ovvio che non si accenni alla giustizia civile, che può e deve fare comunque il suo corso. Pertanto non mi pare che da queste carte si possa desumere la “regolarizzazione canonica” dell’intralcio alla giustizia dello Stato.
Tuttavia quest’intralcio c’è stato, e questo è un fatto, ma le radici e le motivazioni di questi comportamenti non sono in quelle disposizioni, per quanto sia l’accusa (per l’appunto l’accusa!) a portarle agli atti presso il tribunale texano. Il rischio è che si concorra ad alimentare la confusione, facendo dietrologia e citando documenti “segreti”, che poi, come nel caso della lettera del 2001, tali non sono, mentre i fatti – gravi! – sono alla luce del sole.
Cordialmente.
Riporto il commento di risposta di Odifreddi:
Caro tryout,
ancora una volta, non sono io a citare i due documenti, ma il tribunale del Texas, che ha giudicato sufficiente il richiamo di Ratzinger del Crimen nella lettera pubblica ai vescovi, per citarlo in giudizio. Lei riassume la lettera “in soldoni”, ma i tribunali badano ai particolari.
Quanto al Crimen stesso, non facciamo confusione: i processi di cui parla sono quelli interni alla Chiesa, gestiti direttamente dal Santo Uffizio. E non si doveva appunto parlare di nulla, per evitare che la cosa finisse invece nei tribunali civili. Mi sembra una bella differenza! Soprattutto, visti i risultati di quei processi, che in un gran numero di casi si sono limitati a spostare i preti pedofili da una parrocchia all’altra. Cosa di cui persino Ratzinger oggi si pente.
Leggevo quest’articolo di Odifreddi sul suo blog. Evidentemente ad Odifreddi piace stuzzicare i lettori parlando di “disposizioni segrete” e un po’ barando sul loro contenuto. Mi permetto di far notare un paio di cosette. Riporto per intero il mio commento al post:
Dispiace che Odifreddi, sempre molto lucido, citi due documenti, senza, evidentemente, averli letti bene.
Preciso intanto un’ovvietà: non c’è scusante che tenga per il comportamento mafioso della Chiesa in queste circostanze. Detto questo, sul contenuto del Crimen sollecitationis e sulla lettera di Ratzinger del 2001 ho alcune cose da obiettare alle argomentazioni di questo post.
1) Premesso che crimen sollicitationis è del 1962 e che Ratzinger sarà cardinale dal 1978, l’accusa di Odifreddi sulla lettera del 2001, presentata come il continuo del crimen, è una sciocchezza. In realtà quella del 2001 è una lettera pubblica in cui si dice che le cause contro i preti pedofili vanno avocate direttamente alla curia romana, e visto il comportamento di molti vescovi in quel periodo negli Usa, questa mi sembra una formula di serietà: “il crimine è così grave che non possiamo permetterci errori, quindi lo giudichiamo noi”, è questo in soldoni il ragionamento della lettera. Mi sembra un indirizzo di una politica che cominciava a prendere in più seria considerazione il reato. E mi sembra che dica tutt’altro rispetto a quanto afferma Odifreddi(cito): “Questa disposizione ordinava di mantenere un segreto totale sugli abusi sessuali commessi dai preti, compresi i nomi delle vittime, pena la scomunica”.
2)Il crimen sollecitationis è di 59 pagine, giudicarlo da 4 righe mi sembra una scemenza… esiste una versione completa in latino su wikipedia nonché in inglese. Spiega come istruire un processo contro preti “libertini”. Non è vero che non si debba denunciare il crimine. E’ anzi prevista la scomunica per chi ne fosse a conoscenza e non lo denuncia. Prevede la segretezza fino all’emissione del giudizio, che mi sembra una norma di tutela sia della vittima sia di chi può essere stato accusato ingiustamente. D’altronde la presunzione d’innocenza fino al giudizio definitivo è una conquista di civiltà. Il problema vero allora è stato disattendere i suggerimenti del documento, senza giudicare mai questi preti.
Queste sono solo due precisazioni nei confronti di accenni tendenziosi a documenti, che sono d’altra parte liberamente fruibili. Anche perché ad essere così partigiani al punto da falsificare le cose, si rischia di perdere di vista i motivi seri di critica nei confronti del comportamento della chiesa. Questa si è comportata criminalmente coprendo i preti pedofili e continua ad avere un atteggiamento sbagliato non dichiarando una esplicita politica di difesa delle vittime e di condanna dei carnefici. Per esplicita intendo un documento ufficiale che impegni i vescovi (dai documenti la curia romana è stata più seria dei diversi vescovi), oltreché a ridurre allo stato laicale il prete pedofilo – questo è un problema loro non della società -, a denunciarlo alla pubblica autorità e a collaborare con questa. Parlare di complotti e segreti e gerarchie e antiratzingerianerie varie significa spostare l’attenzione dal problema vero a problemi finti.
Perché non so come funzioni per i matematici, ma per gli umanisti i testi o i documenti non vanno citati a sproposito, e soprattutto non gli si fa dire quello che non dicono
E mi dispiace dover difendere la Chiesa, che troppo spesso è indifendibile.
Per gli utenti Linux il terminale è uno strumento “impossibile-fare-senza”, mentre per chi ci guarda dalla parte buia del mondo, quella che ancora usa Finestre(TM) il terminale è “mamma-mia-i-comandi-a-memoria!”.
Ma oltre all’utilità, alla rapidità e alla potenza, il terminale può essere dotato di qualche simpatica caratteristica.
Ad esempio si può far sì che ad ogni avvio, il terminale ci saluti con una frase di nostro gradimento, oppure che venga lanciato un programma, come fortune, che stampa a video una massima o una barzelletta… insomma una cosa assolutamente inutile e perciò simpatica.
Ma come fare ciò? beh basta modificare il file .bashrc presente nella nostra Home.
ed aggiungere alla fine il comando:
echo 'Frase che voglio mettere'
oppure se vogliamo lanciare fortune (o un altro programma) basta inserire il path dell’eseguibile:
/usr/game/fortune
Lascio il titolo di Altervista.
È il mio primo articolo del blog. Ed oggi è il 15 settembre.
L’idea di un nuovo blog mi è venuta leggendo i giornali on line. E pensando che si può dire qualcosa potenzialmente a tutti, di fatto a quasi nessuno… ma insomma può essere interessante dirlo, per se stessi.
E guardando nelle Homepage dei due più grandi quotidiani italiani – almeno in quanto a tiratura delle loro vesrioni cartacee – mi sono accorto che nella pagina principale nessuno ricordava che oggi, 15 settembre, ricorre l’anniversario dell’uccisione di don Pino Puglisi.
Allora per curiosità ho cercato nella Home dell’Unità, e nella Home di Avvenire – pensavo almeno loro! – e poi nella Home del Fatto Quotidiano, ma anche, facendomi violenza, in quella di Libero, del Foglio e del Giornale.
Niente.
Certo, parlo di versione on line e solo di Home page. Mi si accuserà di superficialità, beh! forse a ragione. Ma io, ipotetico direttore del Giornalino di Qui, Quo, Qua, l’avrei segnata in prima pagina, questa ricorrenza. Per questo mi ha scandalizzato l’assenza anche solo dalle due maggiori testate giornalistiche italiane, dove in compenso si può trovare di tutto, dalla Tatangelo a Lady Gaga, giusto per fare due esempi eloquenti.
Allora… niente, mi sono aperto un inutile blog, che leggerò solo io, certo, ma che mi serva a risarcire lo sdegno. Così scrivo questo primo post per ricordarmi, in quest’Italia smemorata, di un eroe dell’antimafia.